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Differenze fra Aps-C e Full Frame

December 30, 2016

Uno dei criteri di scelta da valutare quando si decide di acquistare una reflex digitale è la dimensione del sensore, che solitamente può essere di tipo APS-C (Advanced Photo System type-C) o Full Frame, entrambi mutuati dal mondo della pellicola. Un sensore Full Frame ha le stesse dimensioni della 

Che cosa vogliono dire questi nomi? Beh innanzitutto bisogna dire che da sempre la fotografia ha fatto uso di un variegato insieme di supporti impressionabili su cui catturare le immagini, sia in funzione dei costi che dell’uso che si voleva fare delle fotografie stesse. Per quanto riguarda il mondo delle pellicole, il formato più comune è il cosiddetto 35 mm o “135”, introdotto da Kodak nel 1934 e che poi ha avuto successo anche nel mondo del cinema. In questo caso il segmento di pellicola impressionabile è alto 24 mm ed è lungo 36 mm.

Il sensore Full Frame ha le stesse dimensioni del fotogramma della pellicola a 35mm, 24×36 mm, tuttavia fin dall’inizio realizzare delle fotocamere con un sensore full frame rappresentava una scelta parecchio costosa ed è per questo che si decise di inventare un nuovo formato, più piccolo e meno costoso, con dimensioni pari a 14,8×22,2 mm, chiamato appunto APS-C. Questo ha comportato la realizzazione delle prime reflex digitali e dei primi obiettivi con attacco adeguato per questo nuovo formato.

Solo in seguito, quando la fotografia digitale ha cominciato ad interessare anche i professionisti, sono arrivate le prime reflex full frame, ovviamente più costose, ma chi ci lavora con l’attrezzatura è anche disposto a spendere di più.
La prima reflex digitale Full Frame è stata la Canon EOS 5D, lanciata nel mercato nel 2005.

Negli ultimi anni, contemporaneamente alla nascita delle prime reflex senza specchio, è stato introdotto un nuovo sensore, il micro 4/3, che ha dimensioni ancora più ridotte, ovvero 13 mm x 17,3 mm. Questo sistema ha dato la possibilità di creare fotocamere ed obiettivi dalle dimensioni più compatte, facendole preferire a tutti coloro che mal sopportano trasportare i grossi pesi dell’attrezzatura. 
C'è da precisare poi che l'Aps-C ha in realtà due grandezze, due diverse versioni, ossia quella Canon da 14,8x22,2mm o quella usata da Nikon, Sony e Pentax da 15,7x23,6 mm.

 

Impatto della dimensione del sensore sulla fotografia

 

Essendo la fotografia essenzialmente una proiezione della realtà su una superficie piana (il sensore appunto) fatta con l’utilizzo di un obiettivo che ha una determinata lunghezza focale, è evidentemente diversa l’immagine che si ottiene con due sensori dall'area differente, in quanto sul sensore più piccolo si perderà una certa porzione d’immagine ai lati (considerando appunto l’immagine come rettangolo).

Da un altro punto di vista, che riguarda però sempre lo stesso fenomeno, l’utilizzo di un sensore più piccolo ma con una maggiore densità di elementi sensibili (pixel) consente di ottenere un’immagine più dettagliata di quel frammento di immagine, consentendo così di parlare, a volte impropriamente, di focale equivalente, in quanto quello che si ottiene a parità di risoluzione, è un’immagine più “ingrandita”, o, per essere più precisi, più ravvicinata.

Questi due effetti hanno a che fare col concetto di angolo di campo, ossia la porzione di realtà circondante l’obiettivo che viene effettivamente catturata dal sensore e che si misura in gradi. Come vedremo più avanti, gli obiettivi con focale più corta tendono a catturare angoli di campo più vasti (ad esempio sono adatti alle foto panoramiche) e si chiamano pertanto “grandangoli”, mentre quelli con focale più lunga riprendono un angolo di campo più stretto e pertanto sono detti “teleobiettivi” in quanto isolano una porzione più piccola dell’immagine dando l’idea di essere più vicini al soggetto.

 

Torniamo un attimo sul concetto di focale equivalente.

 

Tutti gli obiettivi in commercio sono contraddistinti da una lunghezza focale o da un intervallo di lunghezze focali (per gli obiettivi zoom) espresse in mm. Ad esempio posso utilizzare un grandangolo da 16mm o un teleobiettivo da 200 mm. Queste dimensioni sono, in base allo standard in uso, relative al formato 35, ossia sono effettivamente ottiche da 16 mm e da 200mm solo se usate su sensori da 36×24 mm.
 

I sensori più piccoli pertanto hanno sempre un fattore di “taglio” (detto crop factor) che è relativo al formato 35, questo “taglio” è proprio dovuto al fatto che l’angolo di campo catturabile sul sensore in realtà è appunto 1,6 o 1,5 volte più piccolo rispetto a quello che si ottiene su un 35.

 

C'è un vantaggio, in questo: se proiettiamo un’immagine e ne catturiamo una porzione più piccola su un sensore con una maggior densità di pixel rispetto ad un Full Frame, riusciamo di fatto a fare quello che la stessa Full Frame potrebbe fare (cioé ottenere lo stesso angolo di campo e lo stesso dettaglio) solo con una focale più lunga. Quanta lunghezza focale abbiamo guadagnato, dunque, con l’utilizzo di un sensore più piccolo? Esattamente il rapporto di taglio, ossia il crop factor!

Quindi un 100mm su sensore APS-C Canon ha un angolo di campo equivalente a quello che si ottiene con un’ottica da 100×1.6=160mm su Full Frame.

 

Questo è evidentemente un vantaggio enorme per chi adora fotografare esemplari di fauna ai quali, per mille motivi, non è possibile avvicinarsi, in quanto l’utilizzo di ottiche con lunghezze focali più corte consente di ridurre i costi e gli ingombri.

E’ però assai penalizzato chi invece vuole fare scatti con focali corte, magari con grandangoli molto spinti, in quanto nella fotografia andrà a perdere proprio i bordi dell’immagine, che in questo tipo di fotografia accentuano l’impressione di essere “in mezzo alla scena”.

Per questo motivo esistono in commercio obiettivi grandangolari specifici per i sensori APS-C, che hanno cioé una serie di caratteristiche ottiche che consentono di accorciare notevolmente la lunghezza focale per ottenere, nonostante il crop factor, un angolo di campo elevato.

 

Tuttavia il concetto di lunghezza focale equivalente è corretto solo se ci si limita a considerare l’angolo di campo. L’immagine che l’obiettivo proietta sul sensore è a monte di quest’ultimo e pertanto, ad esempio, la profondità di campo è influenzata anche dalla lunghezza focale: quella che si ottiene con un 100mm è comunque superiore a quella di un 160mm, quindi ha "uno sfocato" inferiore, e questa differenza si ripercuote identica su qualsiasi sensore si voglia considerare.

 

In altre parole, una Aps-C a 100mm con un diaframma aperto a 1.8 sarà equivalente a una full frame con 160mm 2.8. 

 

Altre differenze

 

I sensori Full Frame, come abbiamo visto, solitamente hanno una concentrazione di pixel inferiore rispetto agli APS-C e questo consente ai primi di avere un vantaggio sui secondi per quanto riguarda il rumore che si manifesta nelle fotografie quando scattate ad alte sensibilità. Infatti, una minore densità dei componenti elettronici consente di ridurre le interferenze che questi percepiscono, e quindi permettono ai fotografi di scattare ad alti ISO con disturbi inferiori.

Dall’altro lato, però, l’esperienza insegna che le ottiche hanno una qualità migliore al centro e che più o meno velocemente degrada quando ci si sposta verso i bordi. I sensori APS-C, come abbiamo detto, catturano la parte centrale dell’immagine restituita dalla lente e pertanto ne usano la parte migliore.

 

A parere mio i sensori APS-C, che indubbiamente sono visti un po’ da tutti come i “fratelli minori” dei blasonati full-frame, hanno molto da dire in futuro (già adesso li preferisco, ho due corpi macchina entrambi Aps-C!).

Gli unici svantaggi che presentano sono il ridotto angolo di campo e il maggiore rumore nelle fotografie ad alti ISO, mentre i vantaggi in termini di costo e ingombro sono ben evidenti. Per quanto riguarda gli svantaggi, però, notiamo che le cose sono in evoluzione. Sempre di più sono a disposizione ottiche dedicate che consentono di raggiungere angoli di campo comunque elevati (ho un meraviglioso Sigma 8-16mm, equivalente circa al comune grandangolo 12-24) o, comunque, di ridurre l’ingombro e il peso degli obiettivi. Il rumore sul sensore è un fattore su cui l’avanzamento tecnologico può incidere parecchio e già lo sta facendo.

 

Non mi sono addentrato troppo in tecnicismi, ma spero di aver chiarito qualunque dubbio avevate prima ;)

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